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Lettera aperta: sette anni dopo PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
mercoledì 28 ottobre 2009

Ecco il contenuto della lettera inviata dall'Associazione Salviamo la Colombia Al Sindaco  e al Presidente della Provincia di Trapani:

Associazione “Salviamo la Colombaia” 2002/2009
La   Colombaia ed il suo ambiente
La realtà si nutre di paradossi che a volte servono per modificare l’essenza popolare  nel tentativo di migliorarla.

Bastava scegliere la sfida e documentare il tutto con filmati, foto, pubblicazioni, conferenze, cosa che l’Associazione ha fatto, nel tentativo di fare diventare la Colombaia “più umana” e più vicina alla realtà.Nonostante i muri di silenzio e di indifferenza, nonostante le inutili lamentazioni sulle difficoltà burocratiche e sui tagli alla cultura, nonostante tanto altro il cui tacere è bello, l’ardua impresa che è stata intrapresa per il recupero della Colombaia ha subito e subisce ancora ritardi che non consentono di uscire dall’empasse in cui si trova.

Cozzare contro il muro di silenzio che è stato creato attorno alla vicenda ha consentito, quale reazione, la determinazione di momenti di “rumore” che se pur non assordanti sta spingendo la politica e la burocrazia verso una maggiore attenzione al problema.
In una situazione di tale genere bisogna tenere presente che ogni stimolo al cambiamento/miglioramento che non abbia una base storico-culturale su cui poggiare è solo una azione inutile.

Scendendo sul concreto e per non perdere tempo è necessario ancora guardarsi in faccia, organizzando ulteriori incontri sui motivi che hanno determinato l’empasse e su quelli per i quali l’Associazione si sta muovendo per interessare tutti a questa struttura che è simbolo della città, punto di riferimento della popolazione, luogo di custodia della memoria storica, promozione economica ed interscambio della nostra cultura con quella di altri paesi.
Un’azione in più per scalfire ancor più questo muro fatto di silenzi e che non deve essere  base di appoggio di un colonialismo pseudo-culturale e di speculazioni in generale.
La questione Colombaia di Trapani resta aperta come una grande ferita della nostra città rispetto alla quale non basta la consapevolezza che un gruppo di volontari costituiti in associazione ha lavorato per lunghi 7 anni dalla sua costituzione  per portare a conoscenza di tutti la tragica situazione in cui si trova e per tentare di convincere popolazione, autorità e politici al suo recupero.
Oggi vogliamo riferire pubblicamente che non sono bastate le promesse di qualche Istituzione o di qualche ente, gli interventi di qualche politico per conseguire quei risultati per i quali l’associazione Salviamo la Colombaia ha combattuto lungo un Itinerario sofferto e saturo di amarezze ed al volta di pietosismi.
Entrando nella dinamica dei fatti e dei fatterelli  essi  inducono, oggi, a fare il punto della situazione, alla ricerca di individuare le responsabilità per il ritardato e mancato interessamento alla soluzione del problema.
Siamo stati e siamo così animati nel nostro impegno.
Abbiamo conseguito risultati eccellenti come quello del FAI per mezzo del quale la Colombaia è stata portata alla ribalta nazionale e internazionale come monumento da salvare, come quello della richiesta  fatta all’UNESCO che non ha potuto inserire la Colombaia fra i beni patrimonio dell’umanità in quanto immobile fatiscente.
Abbiamo invitato personalità politiche regionali e nazionali e persone competenti dal punto di vista culturale a visitare la Colombaia.
Abbiamo realizzato incontri, mostre, la Giornata della Colombaia, pervenuta alla sua 2^ edizione, abbiamo realizzato opuscoli divulgativi ed informativi sulla situazione non ché DVD per offrire una chiara visione della situazione.
Vogliamo fare ricordare che l’Associazione, comunque,  non abbasserà la guardia sul problema che come è noto è diventato un punto di riferimento a livello anche internazionale.
A questo punto ci corre l’obbligo di fare rilevare che quando si tratta di monumenti di valore di proprietà di privati, vedasi il caso del torrione  di Isola delle Femmine il quale è stato messo sotto sequestro perché i proprietari, sempre privati, non hanno adempiuto al loro dovere di salvaguardia e di mantenimento strutturale di tale bene.
Ci sovviene anche che in molte città della Sicilia , in questi ultimi tempi, sono stati ristrutturati  diversi castelli i quali sono stati  messi nella disponibilità della popolazione.
Alla luce di quanto detto l’Associazione, nonostante le difficoltà che ha riscontrato lungo il suo percorso,  intende fare rilevare  che sarà sempre presente per sollecitare l’iter della sdemanializzazione e la esatta collocazione della Colombaia tra i beni di valore artistico e culturale.
Riteniamo che occorra riannodare e rafforzare l’intreccio politico/burocratico che si è creato su tale operazione alla luce di quanto è stato fatto fino ad ora e predisporre un terreno omogeneo tra tutte le componenti di questo “intricato” problema, partendo dalle norme esistenti per la tutela del patrimonio artistico e prendendo lo spunto dalle passate esperienze.
Non bisogna dimenticare  la eventuale possibilità di fruire dei fondi da parte della Comunità Europea che scade entro il 2013.
In considerazione di ciò ricordiamo che a seguito della lettera inviata in data 13 maggio 2009 dal Presidente del Consiglio provinciale Giuseppe Poma , il ministro Matteoli dopo avere risposto in data 28/1/2009 alla interrogazione del l’On. Ignazio Messina  23/6/2008, facendo presenti alcune problematiche nell’iter relativo al procedimento di sdemanializzazione del manufatto,   ha fatto sapere (vedi Giornale di Sicilia del 17 e 18 luglio 2009)  di essere intervenuto presso la Direzione Generale per i porti del Ministero delle infrastrutture per sollecitare tutti gli enti interessati per la definizione della sdemanializzazione e che “ ritengo si possa giungere con sollecitudine ad una soluzione concreta che possa rendere quanto prima disponibile alla collettività il castello” .
Intanto emerge che: il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nell’ambito del progetto “Poli museali di eccellenza nel mezzogiorno”, ha, ad oggi, individuato 17 Poli museali, comprendenti musei ed aree archeologiche, che possono essere oggetto di interventi di valorizzazione.
Per la Regione Sicilia, al momento, i Poli individuati non comprendono la Colombaia.
Si intravede , comunque, la possibilità, con un certo tipo di intervento, che il problema Colombaia possa essere sottoposto al Comitato Scientifico di Indirizzo e di Alta Sorveglianza per una ipotesi di integrazione nel Programma Generale.
Il Comitato si dovrebbe riunire entro la fine dell’anno.
Questo documento  ha l’intento di invitare tutti i trapanesi, i politici, gli amministratori, i burocrati ad interessarsi direttamente della Colombaia perché  essi rappresentano la forza che potrà condurre ad una sollecita risoluzione.
A tal fine anticipiamo che  il 5 dicembre 2009  congiuntamente alle associazioni di volontariato ANTRAS Internazional,  Learn To Be Free (LTBF)  e In Alto Mare, sarà organizzato  un pubblico incontro sul tema: La Colombaia e il suo ambiente:  sette anni dopo.
Riqualificare la Colombaia, non solo dal punto di vista strutturale  ma anche dal punto di vista ambientale e liberarla da propositi di usi impropri e improduttivi, è, e deve essere, il motivo principale per condurre in porto una azione iniziata più di sette anni fa.
La verità: una lunga strada da percorrere
                    Associazione Salviamo la Colombaia
                    ANTRAS Intenational
                    Learn To Be Free (LTBF)
                     In Alto Mare
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 28 ottobre 2009 )
 
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